C’è una fase della predazione che noi non teniamo mai in considerazione, ed è quella del censimento.
I cani che sanno stare in equilibrio con l’ambiente non smuovono, non inseguono e tanto meno non catturano le prede se non sono affamati o se non vi è una necessità sociale.
In ogni caso non agiscono in modo diretto sulle prede se si trovano in una posizione non funzionale, non possono cioè essere direzionate in modo utile.
Il loro muoversi con grande discrezione all’interno del proprio territorio, dunque, ha finalità, appunto, di censimento: valutare la fauna che lo popola, la salute delle prede, la loro riproduzione, i loro percorsi, le loro abitudini; lo scopo è quello di essere pronti e preparati in caso di necessità, non disperdere inutilmente energie e non impoverire la zona allontanando animali disturbati insensatamente.
In questo modo il loro impatto sulla fauna del territorio in cui si trovano è molto contenuto, e consente alle prede di non patire la loro presenza più dello stretto necessario. In caso contrario, dopo poche scorribande atte a smuovere e stanare ogni forma di vita, quella zona si spopolerebbe lasciando i predatori a bocca asciutta: la selezione naturale non lascia nulla al caso.
Purtroppo quella fatta dalla mano dell’uomo, invece, sì. E così ecco nascere razze con spiccate caratteristiche fisiche e fisiologiche di instancabilità: attitudine alla corsa veloce, sensi (vista e di olfatto) in grado di essere estremamente efficaci pure mentre l’individuo si spende in tale corsa, incapacità a dosare le proprie energie a causa di un’inefficiente riduzione spontanea dell’adrenalina una volta superata una certa soglia, ecc.
Questi cani sono utili soltanto ad appagare l’ego del cacciatore, che può sparare ad una quantità maggiore di prede stanate o segnalate attraverso la punta, senza tener conto degli equilibri ecologici (tanto poi a fine stagione si ripopola con animali allevati, incoraggiando così nuovi business), ma la loro folle corsa non arriva mai alla soddisfazione completa: infatti si fermano solo se bloccati o perché esausti.
L’approvazione del gruppo di riferimento, con conseguente considerazioni e privilegi, è, tra l’altro, condizionata all’abilità nel muoversi in questo modo, che quindi oltre ad una predisposizione genetica trova il pieno consenso sociale, rendendo molto difficile per il cane modificarlo nel caso in cui mutasse la richiesta umana. Mentre risulta molto difficile da tollerare per i conspecifici che preferiscono una relazione con l’ambiente meno impattante e più riflessiva e strategica.
Molto interessante!
Grazie, Maria Grazia!
“I cani che sanno stare in equilibrio con l’ambiente… ” Bellissimo! Non avevo mai posto attenzione a troppi aspetti della vita di un cane e me ne dispiaccio .
Grazie Veronica
Ti confesso Giuliana che anch’io non ci avevo mai pensato, fino a che non mi sono domandata come mai Tino ed Etna non apprezzassero le performance di Argo, e gli chiedessero di essere più contenuto. Ho provato a ragionare come se quelle prede fossero la mia sopravvivenza, e così ho capito.
.. è molto bella questa immagine di equilibri fra natura ed animali.. questo ci deve far riflettere .. quando l’uomo vuole modificare.. solo x i propri capricci.. e lucrarci sopra
Importante riflessione. Grazie
Grazie Veronica, considerazioni molto interrssanti
Grazie a te Licia.
E grazie anche a Cristina 😊
Grazie mille Veronica per questa riflessione,
grazie a questo articolo sto facendo delle riflessioni su alcuni comportamenti con i selvatici che ho potuto osservare con i cani che vivono con me e con cui ci vediamo spesso che però fanno parte di altri gruppi familiari.
Sempre molto utile leggerti!
E’ una chiave di lettura che in molte situazioni può tornare utile
.. leggendo questa tua riflessione.. mi viene di pensare.. a come i cani non selezionati.. “ sopportino”( passami il termine).. poco i cani di razza…
Potrebbe essere dovuto al fatto.. che per motivi di selezione.. si comportino e si muovono in modo “ poco funzionale”.. rispetto a quella che è la natura del cane.. diciamo così.. più primitiva?
Sì penso proprio sia così.
La selezione naturale porta all’equilibrio mentre quella fatta dall’uomo per definizione propende per lo sbilanciamento
Impressionante, Veronica, la tua abilità di osservazione e elaborazione. Dopo averti letto sembrano osservazioni ovvie, ma solo dopo. Inviti ad essere curiosi e ad imparare dalla natura. Grazie
Grazie Lucia!